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La cooperativa sociale "Robert Owen"

La Coop. Robert Owen si è costituita legalmente nel 1983 per conseguire l'integrazione sociale e l'autonomia economica di soggetti diversamente abili, emarginati e disoccupati e per esprimere solidarietà internazionalista ai paesi del Terzo Mondo. Per conseguire gli scopi sociali la Coop. è impegnata in attività produttive: zootecnica, agricoltura, artigianato del legno, della pelletteria, servizi; in attività socio-culturali: spettacoli, meeting, incontri ecologici.
L'impegno terzomondista in favore della pace e del disarmo internazionale si attua attraverso iniziative culturali, happening e contributi alle organizzazioni che operano nei paesi sottosviluppati. La Coop. si sostiene col ricavo delle attività produttive, con le sottoscrizioni e attualmente si fonda in gran parte sul lavoro volontario.
Per contatti:
Tel. 099-5929356.

Il piccolo sentiero che costeggia un mare di ulivi ci conduce nella tenuta e, snodandosi in breve salita alberata, ci mostra la bianchissima, antica casa colonica. Volgendo lo sguardo attorno, a ovest appare vicinissimo il bacino del Mar Piccolo, a nordest il territorio si ricopre di uliveti, vigneti e macchia. Superato l'arco d'ingresso del muro di cinta, appare l'ampia corte, meta di numerosi pellegrinaggi estivi per la felice posizione, la bellezza del paesaggio e la freschezza dell'altura e del palmizio, ma soprattutto per la piacevole ospitalità dei soci della cooperativa. Questo è davvero un luogo ideale per realizzare l'integrazione sociale di disabili ed emarginati, qui ci si sente liberi, svincolati dal peso delle disuguaglianze economiche e di prestigio. La Coop. Owen si è fatta portavoce di un proletariato fantasioso, una minoranza che non si preoccupa del titolo sociale, ma è animata dal desiderio di rapporti genuinamente umani; in essa l'integrazione sociale è già garantita per la composizione stessa degli organi collegiali e si attua appieno nel lavoro di ogni giorno, dove le differenze di istruzione sono davvero invisibili. Tra i soci (circa una ventina) ci sono disoccupati, operai, laureati, un artista, un erborista, qualche analfabeta. Uno degli obiettivi della Owen è appunto quello di colmare questa spaccatura col mondo esterno e di combattere l'isolamento. In questa direzione vanno tutte le iniziative socio-culturali: gli spettacoli teatrali, i concerti, il recupero di riti contadini (Falò di S. Giuseppe, Sagra della Puccia), il meeting sulla pace (Progetto Pace & Dintorni). Tutte queste iniziative, oltre a radunare migliaia di persone da tutta la provincia, hanno visto nascere solide forme di collaborazione con Pax Christi, WWF, Lega per l'Ambiente, Ass. Cochicho. Questa "metacooperazione" si è perfettamente realizzata nell'ambito del "Progetto Pace & Dintorni", un insieme di iniziative per l'educazione alla pace: concerti, mostra di Manifesti contro la guerra, esposizione di prodotti artigianali, alimentari ed editoriali del Terzo Mondo, di materiale informativo del WWF, di documenti fotografici sulla tragedia di Hiroshima. Tale manifestazione è un appuntamento ormai decennale con la pace. La Coop. Owen ha in concessione oltre quattro ettari di suolo demaniale. Ha già organizzato un incontro ecologico per la piantumazione di oltre mille alberi con la collaborazione del WWF e l'adesione della Lega per l'Ambiente, cercando di coinvolgere più gente possibile per rafforzare la coscienza ecologica collettiva, e propone inoltre la realizzazione di un Orto Botanico Mediterraneo. Il Progetto "Aulon" prevede, oltre al rimboschimento progressivo della zona, la realizzazione di alcuni principi della dottrina di Robert Owen, al cui modello egualitario la cooperativa s'ispira. L'"utopia sociale" di R. Owen (1771-1858) contempla un modello di cooperativa di produzione nella quale i lavoratori si sottraggano alle regole della produzione capitalistica e la comunità produttiva sia anche una comunità sociale, con un suo sistema di servizi, al centro dei quali si colloca la scuola. La Coop. Owen si vuol dunque configurare quale forma di organizzazione produttiva e sociale basata sul principio di solidarietà.In realtà il problema dell'occupazione non vi è ancora stato risolto e la maggior parte del lavoro in cooperativa si regge ancora sul volontariato. La struttura vanta numerose potenzialità: allevamento di galline, di lumache, coltura biologica di ortaggi e verdure, falegnameria, pelletteria, ristorazione estiva; queste attività marciano però al minimo e non bastano a garantire i salari. La strada da percorrere per un vero e proprio decollo è ancora lunga, data la scarsezza dei fondi disponibili e l'assenza delle istituzioni. Le stesse difficoltà cospargono un altro percorso che la cooperativa vorrebbe compiere: ospitare altri soggetti diversamente abili, addestrarli professionalmente, inserirli in attività dolci, stimolarli a un processo di socializzazione e soddisfarne le esigenze, operando quindi in modo assolutamente alternativo rispetto agli istituti preposti. La Owen si trova in pratica a lottare su più fronti, sventolando la bandiera dell'associazionismo e della solidarietà in questo sistema imperante, gravido di autismo generalizzato. Non è facile combattere il modello globale della "separazione", cercando nell'autogestione un'attività lavorativa non alienante, un modo di produzione svincolato dal sistema esistente; dare più dignità ai soggetti svantaggiati, sforzarsi di non essere ai margini dell'esistenza. Questo difficile proposito della cooperativa è comunque sotteso dall'irriducibile volontà dei soci e da un valido rapporto di collaborazione con interlocutori reali che, ci si augura, aumenteranno sempre più.
Maria Grazia Ante, La cooperativa Robert Owen, in "Astolfo" n. 2, marzo 1990, pp. 35-36. Testo rielaborato e liberamente adattato da Gianluca Lovreglio.